sabato 16 agosto 2014

Le foto di una volta


Ad un osservatore attento il titolo di questo post suggerisce molte cose.


Ai meno attenti ci penso io!

Escludendo a priori le foto dei professionisti che sono state sempre eccellenti opere d'arte di grande valore, e riferendoci alle foto che scattiamo noi miseri mortali per il semplice scopo di immortalare ricordi ed esibirli al mondo, possiamo dire che dalla qualità media, si evince un generale rifiuto dei potenti strumenti capaci di catturare i dettagli e le sfumature che arricchiscono di emozioni i nostri ricordi.
Oggi in particolare parleremo dell'effetto "HDR" e ne vedremo gli effetti.




Tornando al titolo, questo sembra recitare la solita frase fatta: "non ci sono più le cose di una volta" nel senso che le "cose" di una volta erano migliori delle "cose" di oggi", invece in questo caso si intende perfettamente il contrario, cioé si vuole dare evidenza del fatto che, nonostante gli strumenti di ripresa di foto e video moderni siano oggi estremamente sofisticati anche nelle fasce di mercato di largo consumo ed anche quando si trovano incorporate nei nostri smartphone, sia le foto che i video risultanti, conservano pari pari i difetti di quando i dilettanti scattavano foto e riprendevano video con i primi vetusti dispositivi storici!
La cosa veramente stupefacente è che la maggior parte delle persone, non mostra un reale interesse a scoprire quali sono quei due click da fare per impostare le giuste funzionalità in base al contesto della scena ed ai risultati che si desidera ottenere. Ma c'è una nicchia di persone che desidera scoprire qualcosa in più perché vuole che nei suoi ricordi ci sia tutta l'emozione vissuta dal vivo e se possibile anche di più!

Essendo ormai conosciuto come un "tecnofilo", mi vengono spesso attribuite, immeritatamente, competenze tecniche a tutto campo e questo ovviamente non può dispiacermi, ma mi carica di nuovi stimoli e mi suggerisce di tentare, nel limite del possibile, di soddisfare le aspettative di mi chiede pareri e consulenze tecniche.
Ecco quindi che mi cimento in un tentativo di spiegare l'effetto HDR presente ormai in quasi tutti  dispositivi di scatto, compresi molti smarphone. Per voi ho sperimentato col mio S4 di Samsung e queste due foto sono una con l'effetto e l'altra senza. Quale vi sembra migliore?











In quella di sinistra il cielo è quasi tutto di colore uniforme e contrasta eccessivamente con l'acqua del canale eccessivamente scura. Anche la vegetazione appare molto scura e quasi indistinguibile dall'acqua.

In quella di destra invece si vedono le sfumature che permettono di distinguere nettamente il cielo e le nuvole come realmente li vedrebbe l'osservatore con i suoi occhi. Stessa cosa dicasi per l'acqua e la vegetazione.
In questa di destra anche i fiori hanno finalmente ottenuto la loro meritatissima visibilità.




Per scattare una foto con l'effetto HDR, ecco come si fa con l'S4 della Samsung e tutti i modelli simili:

Avviare la fotocamera, cliccare sulla rotellina dentata delle impostazioni, scorrere fino a cliccare sulla voce "Modalità di scatto" e una volta aperto il nuovo menù, scorrere fno a cliccare la voce "HDR".
La modalità di scatto dovrà essere reimpostata ogni volta che si esce dall'App di gestione della fotocamera.
La modalità HDR, produrrà due foto, di cui una è scattata nel modo tradizionale e l'altra con la modalità HDR. Questa strategia serve per far si che si possa scegliere sempre tra le due foto qual'è la migliore, perché in alcuni casi particolari, l'HDR potrebbe produrre risultati non soddisfacenti.
L'ultima cosa importantissima da sapere è che la modalità HDR, per produrre la foto finale ne scatta tre in rapida sequenza (l'utente non si accorge di nulla), con la sensibilità alla luce prima ottimizzata per le zone più scure, poi per le zone di media illuminazione ed infine per le zone più luminose, cogliendo le sfumature di ogni zona. Un sistema di elaborazione in real time, combinerà questi tre silenziosi scatti per ottenere la foto finale che l'operatore confronterà con quella senza HDR e deciderà, di volta in volta, quale delle due cancellare e quale conservare.
Il fatto che per ottenere la foto HDR si adotti un sistema a scatto multiplo, implica un limite. Infatti perché l'elaborazione produca il miglior risultato è necessario che la fotocamera sia ben posizionata e stabile e non tenuta in mano. Per questo è importante dotarsi di un treppiedi, oggi disponibile anche con aggancio per gli smartphone!


Anche tu puoi stupire la tua rete sociale e familiare, mostrando nuove competenze che valorizzano le tue qualità nella nuova era digitale. Ti basta semplicemente carpire qualche nuovo segreto restando sintonizzato su di noi ;)




sabato 9 agosto 2014

Promo 2

Stiamo per intraprendere un percorso nuovo che ci condurrà in una dimensione più vivibile. Un mondo che esiste già ma che solo pochi vedono, eppure è a portata di click.


Il mondo SMART comincia da te!







Reinventarsi durante la crisi

INTERNET TI OPPRIME E TI STANCA?

Potrebbe dipendere dall'uso o abuso che ne fai, una modalità di utilizzo che non produce nessun beneficio e che ti ruba tempo prezioso fino a sfiancarti e darti la percezione che la rete sia una dimensione sterile e priva di contenuti interessanti. Ma in fondo sappiamo tutti bene che non è così!

Internet non è più un optional e non si può più decidere se esserci o meno, perché non esserci dentro ormai equivale quasi a non esistere. Basta pensare che anche l'eremita Gilbert, che abita dentro una roccia nell'isola di Filicudi, sa bene che senza uno smartphone con la batteria ben carica ed una buona connessione mobile, non avrebbe nessuna speranza di farcela (in fondo all'articolo troverai i link dell'intervista di Teresa Mannino a Gilbert  per "Isole incomprese" Rai Radio 2).



Internet per molte persone ha rappresentato una vera svolta, un cambiamento nello stile di vita e nella possibilità di reinventarsi. Coloro che hanno intuito quale grande vetrina rappresenta la rete, hanno già da anni investito il loro tempo per capirne le dinamiche, i pericoli e le opportunità ed oggi c'è anche chi, dotato di particolare talento e competenze, si vede offrire dai colossi della rete, una fortuna in denaro in cambio della cessione di una semplice ma geniale applicazione che magari era stata creata per il solo gusto di misurare le proprie abilità di programmatore nell'ambito della propria cerchia di amici. Quasi come vincere una super lotteria! Naturalmente non tutti possono contare su una simile fortuna, ma di certo è più facile trovare lavoro via internet che vincere un superenalotto milionario!

Perché la nostra esperienza di fruizione della rete diventi interessante e produca reali benefici, è necessario imporsi di adottare criteri razionali e una condotta disciplinata. Il mondo della rete diventa affascinante solo nel momento in cui ci decidiamo ad immergere la testa al di sotto della superficie, proprio come fa un sub che vuole esplorare le meravigliose architetture sottomarine e tutti i colori che i bagnanti da spiaggia non potranno mai vedere. Il sub è un bagnante avanzato se vogliamo, un "tipo da spiaggia 2.0"!
Certo, non tutti hanno idonee abilità per fare il sub, ma anche indossare una maschera è già un modo diverso di vivere il mare, pur rimanendo nell'acqua bassa, dove si tocca (non fraintendete!).


Così vale anche per internet dove i bagnanti standard sono coloro che trascorrono il loro tempo postando qua e la e cliccando sui "mi piace" di sconosciuti che propongono contenuti che emozionano nel bene e nel male ma che alla fine non ti danno la pagnotta.
Poi ci sono quelli che pur di mettersi in bella mostra col motoscafo, invece di esplorare il largo se ne stanno sempre vicino ai bagnanti rischiando di fare seriamente male a qualcuno. Anche questi, che l'hanno comprato a fare il motoscafo se poi se ne stanno sempre in zona balneare? Forse con un materassino gonfiabile avrebbero potuto fare la stessa cosa e con i soldi risparmiati donare qualche soldino a favore di qualche buona organizzazione che tutela i beni comuni o che fa ricerche in campo medicale. Comunque ognuno sa quali sono le terapie migliori per combattere le proprie frustrazioni.
L'esempio di questi strani scafisti mi fa pensare a come vengono spesso male amministrati i gruppi Facebook, strumenti potenti di divulgazione con un click, usati solo per promuovere se stessi, i propri interessi e i propri ideali senza badare troppo agli interessi e agli ideali di altri che spesso hanno una stretta correlazione con i propri.

In pratica, uno strumento di condivisione trasformato in un recinto per poche inconsapevoli vittime con uno o più capi supremi che sono gli amministratori, spesso pieni di se e dalle indiscusse ostentate competenze sia nell'uso degli strumenti di amministrazione sia nella "selezione" dei contenuti da postare!

Qualche mese fa, mi capitò di leggere in una sentenza civile, una frase che mi colpì e che andai ad approfondire. Oggi è proprio il caso di pronunciarla:



ETEROGENESI DEI FINI

Caro lettore, che tu sia giovane, vecchio, maschio, femmina, esperto di amministrazione di gruppi o semplice curioso della rete, fatti convincere ad indossare una maschera ed immergere anche solo metà del proprio viso nel mare, del mio progetto di "inclusione digitale" forse oggi meglio definibile "immersione digitale", per scoprire un mondo nuovo affascinante da esplorare, che potrebbe fare emergere nuove qualità e nuovi talenti e offrirti anche nuove possibilità di reinventarti  e spenderti nel mondo del lavoro.



Nel percorso di conoscenza ed educazione all'uso della rete, ogni cosa è stata studiata e modellata per poter apprezzare i benefici fin dai primi incontri. Non mancare, non perdere questo treno, oggi c'è ed è gratis perché rientra nei miei hobbies del momento, domani forse non potrai più prenderlo neanche a pagarlo perché potrebbe succedere che io non abbia più il tempo di portarlo avanti!


Intervista di Teresa Mannino all'eremita Gilbert: Parte 1 | Parte 2

Iconografia: Meccanico




venerdì 8 agosto 2014

AUTOVALUTAZIONE

HAI DELLE QUALITA' E DELLE COMPETENZE CHE FANNO DI TE UNA PERSONA SPECIALE?

Hai delle potenzialità inespresse? Conosci tutte le tue potenzialità? Cosa fai per scoprirne di nuove, valorizzarle e spenderti meglio nel mondo del lavoro?

Se ti trovi in questo video blog, sei già sulla buona strada per scoprire quanta potenza inespressa c'è dentro di te, quanto puoi migliorare le tue possibilità relazionali e comunicative, quante altre competenze tecniche potresti acquisire e quanto potresti migliorare la qualità della tua vita.
Sappiamo bene quanto sia difficile valutare oggettivamente qualcuno o qualcosa, figuriamoci quanto potremmo essere oggettivi quando si tratta di autovalutarci. Quante volte ho conosciuto veri talenti che non si rendono conto di esserlo o delle perfette schiappe che si credono di essere i migliori! Eppure una cosa che non farebbe male a nessuno di noi, sarebbe il "misurarsi" come si fa ogni tanto con la bilancia o con l'altezza, ma stavolta farlo con le nostre qualità e competenze. Sono sicuro che molti di noi hanno delle potenzialità sconosciute quindi non curate, non valorizzate e di conseguenza inespresse.




Un vero peccato visto il particolare momento storico in cui si è capito che bisogna affidare il valore umano ed ambientale a chi mostra particolari attitudini, specialmente comunicative oltre che di proattività. La capacità comunicativa è la qualità più preziosa in assoluto, è ciò che ha permesso l'evoluzione. Oggi una buona comunicazione implica anche la necessità di una buona diffusione e per questo abbiamo a disposizione strumenti infotecnologici capaci di far veicolare le nostre idee per tutto il pianeta senza soluzione di continuità. Questo richiede però, oltre alla capacità comunicativa, anche un minimo di competenza tecnica e il perfezionamento di alcuni paradigmi comportamentali.
Lo staff del progetto "Inclusione Digitale", a tal proposito, sta mettendo a punto una serie di test di autovalutazione per consentire a chiunque di prendere consapevolezza delle proprie qualità inespresse e disegnare il proprio percorso di conoscenza per valorizzarle ed impiegarle per migliorare la qualità della propria vita. Resta in contatto anche tu con noi tramite la mailing list, per ricevere in automatico le novità sullo stato di avanzamento lavori.



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giovedì 7 agosto 2014

Crisi e opportunità


Vorrei comunicare qualcosa di importante a tutti e potrei farlo usando immagini erotiche di donne artefatte, ma non voglio strumentalizzare il sesso per attirare l'attenzione su ciò che faccio, non voglio mortificare la dignità delle donne e nemmeno evidenziare la stupidità di molti uomini. Vorrei che ognuno facesse uno sforzo per spezzare l'incantesimo che gli impedisce di leggere testi più lunghi di tre righe, che lo costringe a postare contenuti ormai triti e ritriti che soddisfano solo la voglia di dirla più grossa degli altri senza mai scrivere una riga originale di proprio pugno generata dal proprio pensiero.

Siamo in crisi e rifiutiamo di vedere anche quella piccola parte di responsabilità che come singoli individui abbiamo in questo. Pretendiamo di sostenere stili di vita insostenibili e di risolvere i problemi postando "aforismi" 24 ore su 24 su amicizia, tradimenti, violenza, insolvenze dello Stato e insolvenze dei Sindaci e quando decidiamo di fare i volontari o i cittadini attivi non vediamo nessun entusiasmo intorno a noi fino a ritrovarci di nuovo soli dopo poche settimane.

A che osa è dovuto tutto questo? E' un problema o un'opportunità?

Come sempre le due cose vanno di pari passo, nel senso che se nessuno avesse problemi (leggasi "domanda") nessuno avrebbe nulla da risolvere (leggasi "nulla da vendere" o "nulla da offrire" o più semplicemente "offerta"), quindi cesserebbe quella pulsazione che sostiene la vita.
E' anche vero che se tutti avessero problemi e non ci fosse nessuno capace di risolverli si genererebbe la stessa condizione fatale.

Allora qual'è la condizione ideale perché tutto possa scorrere fluidamente tra domanda ed offerta?

Rispondere a questa domanda vorrebbe dire essere Dio, ma se ci accontentiamo di fare qualche umana osservazione, direi che basterebbe che ognuno che ha un problema per se stesso, avesse anche una soluzione per il problema di un'altro, in poche parole ci vorrebbe uno scambio continuo, il più possibile equo, fra individui e fra comunità.
Perché questo avvenga nel migliore dei modi, cioé perché ogni singolo problema incontri la sua soluzione, è necessario che sia l'uno che l'altro "frequentino" gli stessi posti, come le persone che altrimenti non si incontrerebbero mai!

Ebbene, ciò che permette ai problemi ed alle opportunità di incontrarsi, è LA COMUNICAZIONE FATTA BENE!, si proprio quella! Il vero grande problema è l'inabilità alla comunicazione, una inabilità che parte dal DNA fino a sfociare nell'apatia e nella pigrizia malefica manifestata in ogni azione o in ogni singolo post sui social network.

Purtroppo i bravi comunicatori sono pochi e la maggior parte di questi pochi, si lasciano sedurre dal profitto. Così, invece di comunicare contenuti difficili che stuzzicano l'attenzione di una piccola porzione di destinatari, usano le proprie capacità comunicative per spingere al massimo i sensi del grande pubblico ed ottenere una grande attenzione anche a costo di mortificare qualsiasi sano principio e valore umano.

Un comportamento che non si può di certo definire "socialmente responsabile", ma comprendo che davanti alla possibilità di fare profitti l'imperfezione umana trova il terreno più fertile per esprimere il peggio di se!

Ma adesso parliamo dei fruitori, si i fruitori delle fantastiche trovate di questi spietati ed irresponsabili comunicatori. Qual'è il profitto dei fruitori? Tu che stai leggendo e che metti "mi piace" sui contenuti di chi non ti offre null'altro che sterili emozioni stuzzicando la tua libidine... hai mai pensato che l'Italia tende a scivolare verso il baratro e tu fai parte di quel 95% che invece di venire a tirare la corda per ritirarla su, se ne sta solo a gridare aiuto postando contenuti negativi e mai  proposte positive o soluzioni?

Internet, che dovrebbe essere lo strumento simbolo della libertà e della democrazia, ci ha intrappolati nell'individualismo più estremo, dove ognuno cerca solo di apparire senza nulla offrire. E se spunta colui che qualcosa da offrire ce l'ha, viene percepito come il diverso, l'interferenza, colui che riesce ad emergere e mettere in ombra gli altri. Un fastidio, uno che chissà quali arti magiche ha messo in atto e chissà dove vuole arrivare.

Il pensiero umano si è davvero inaridito, si predica in un modo e si razzola al contrario di quanto si afferma.
Un pensiero inaridito non permette una buona comunicazione, si rifugia su tutto ciò che da un piacere immediato senza badare alle conseguenze di ciò che accadrà dopo.

Un pensiero inaridito, vanifica e denigra il lavoro di scienziati, fìlosofi, scrittori, pensatori, studiosi, ricercatori e missionari. Eppure se penso che solo questo 5% di nicchia riesce ancora a reggere il tiro alla fune che vorrebbe l'Italia in fondo al baratro, sapete che vi dico? Io faccio il tifo per loro, perché loro si che stano dimostrando di avere gli attributi e di avere più potere del restante 95% che si fa gli affaracci suoi.
E' a queste persone che darò visibilità e non certo a chi specula sulle tragedie e sugli imputati ancora da condannare o a chi, invece di pubblicare contenuti che accendono i riflettori sulla parte buona dell'Italia, li accendono sulla parte puzzolente amplificandone gli effetti malefici.

Molti avrebbero bisogno di curare le loro capacità comunicative, ma guai a dirglielo!

Beh! Chi desidera cimentarsi in un confronto per il reciproco "crescere" mi troverà sempre disponibile a fare, insieme, grandi cose.



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giovedì 31 luglio 2014

22 settembre 2014 - SI PARTE!

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*** IN EVIDENZA IN EVIDENZA IN EVIDENZA IN EVIDENZA IN EVIDENZA ***

22 settembre 2014
Primo Talk Show in diretta streaming!
Inaugurazione e presentazione del progetto
- Inclusione Digitale -
di Carmelo Augello
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martedì 29 luglio 2014

Il quarto click e la quarta riga!

Il pupino qui a fianco dorme perché questo post supera tre righe, tu cerca di resistere, è importante!

Dareste ai vostri figli chili di cioccolato e videogame 24 ore su 24 per farli stare buoni?



Questo è ciò che in realtà succede in una famiglia molto speciale, dove i genitori sono coloro che hanno il potere di decidere quali contenuti devono arrivare al popolo attraverso i media e i figli siamo noi fruitori di tali media. In pratica, i contenuti di qualità, tipicamente poco attraenti specialmente per i giovani, vengono trasmessi in orari impossibili, mentre il gossip e l'intrattenimento e le notizie spazza allegria, la fanno da padrone negli orari di maggior fruizione (colazione, pranzo e cena). Avrete già intuito che nella metafora, il "cioccolato e i videogame" sono proprio quest'ultima categoria di contenuti. In pratica siamo bombardati di contenuti che stuzzicano la nostra attenzione e la nostra morbosità latente, semplicemente perché così si alza l'audience, per una spietata corsa al profitto.
Proprio come fanno alcuni genitori con i loro figli per farli stare buoni ed ottenere più "margine" per farsi gli affaracci propri, senza badare troppo alle conseguenze per i figli (naturalmente non mi riferisco a chi lo fa per necessità e nell'emergenza)
I danni sociali di una simile strategia applicata alla massa, continuano anche su internet, infatti mentre cerco contenuti di qualità, vengo continuamente bombardato da spot che solo apparentemente sembrano correlati alle mie ricerche e invece mi portano da tutt'altra parte e spesso mi infettano il PC.
Ormai ho imparato a distinguere gli spot buoni da quelli cattivi con una precisione stimabile in circa il 99% delle volte, ma per sfuggire a queste tentazioni ho dovuto investire un po' del mio tempo soffermandomi sulle cose, leggendo e rileggendo bene e confrontandomi con gli altri.
Insomma una sorta di mini studio dedicato alle trappole della rete che oggi però mi restituisce, con gli interessi, tutto il tempo impiegato. Si infatti un breve periodo dedicato allo studio di questi meccanismi e di queste dinamiche oggi mi permette di navigare fluidamente, concentrandomi sulle cose che mi servono davvero per portare avanti i miei progetti senza distrazioni inutili e senza infettare il PC.
Ma quanti fanno questo? Per fare questo bisogna essere allenati al soffermarsi, osservare, studiare e sforzarsi di comprendere cose nuove, importanti per migliorare la qualità della nostra vita.
Di fatto, le strategie adottate negli ultimi vent'anni per distribuire notizie e contenuti alle masse e l'aggravante dell'incremento dei ritmi vitali, quindi della stanchezza psico-fisica, hanno causato un inasprimento del pensiero e degli stili di vita.
Probabilmente è per questo che il popolo di internet non legge messaggi e post più lunghi di tre righe e rinuncia a cercare ciò che stava cercando se per trovarlo bisogna fare più di tre click!
E chi vorrebbe diffondere la CULTURA DIGITALE? Come comunica con chi è rimasto intrappolato nei contenuti brevi ma pieni di emozioni come video di gattini che fanno le fusa, bambini prodigio, aforismi e frasi d'amore?
Quanti avranno la forza di volontà di evadere da questa prigionia ed affrontare il difficile viaggio dal benessere ipotetico a quello reale?
Il reale benessere è nascosto dietro la tecnica e la tecnologia, quindi è in quella direzione che bisogna andare, ma con cognizione di causa, nel modo giusto, con le scarpe adeguate, altrimenti si rischia di arrivare con i piedi tumefatti o non arrivare affatto.
Il progetto di INCLUSIONE DIGITALE è il vostro paio di scarpe per affrontare questo viaggio.
Ma quanti avranno letto questo post fino alla fine? E qui ritorna il paradosso!