sabato 23 agosto 2014
Radio 7 meno meno
VIAGGIATORI E
SOCIAL COMUNICATION
Ma chi è il misterioso "monelliino" sempre presente nei saluti di Mario e Lucia?
Quanti di voi vorrebbero poter raccontare colori, suoni, sapori, usi e costumi e tante altre cose meravigliose che si possono vivere in un viaggio a tappe multiple?
Quanti di voi si sono già stancati delle solite foto da postare su Facebook che solo i più stretti parenti ed amici avranno forse il tempo di guardare? Senza contare che nonostante le ormai sofisticate funzionalità fotografiche dei nostri smartphone, la maggior parte delle foto sono "poco emozionanti" spesso per cause tecniche (troppo chiare, troppo scure, sfuocate, mosse, fuori quadro, tagliate etc..) e non certo per le persone e le situazioni immortalate.
Così, una volta acquisite le necessarie competenze digitali (roba da ragazzi ovviamente) Mario e Lucia ci concedono di saltare a bordo della loro moto "Carolina" con un click!
Nelle loro dirette radio on line via internet, questi due simpaticissimi motociclisti, ci raccontano le emozioni che stanno vivendo e ci fanno ascoltare le voci delle belle persone che incontrano. Ogni tanto ci concedono anche qualche piccolo accenno su come fanno a fare tutto questo grazie al contributo tecnico del cosiddetto "monellino". Per questo da oggi in alto su questo blog, ci sarà il banner di "Radio 7 meno meno" con l'ultima puntata subito pronta per l'ascolto e le precedenti disponibili cliccando sul quadratino a righe accanto al cuoricino.
Ma questo fantomatico "monellino" chi sarà mai? Indovinatelo voi, seguendo Mario e Lucia durante il loro viaggio in sella a Carolina dal Veneto alla Sicilia e Ritorno. Buon ascolto!
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Il blog lo scrivo anche dal cell!
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Così se ho voglia di condividere un'emozione con tutti i miei followers su internet, mi basta inviare un'email al blog, ne più ne meno di come farei se dovessi inviare un'email ad una sola persona, con la differenza che inviandola al blog, il messaggio può raggiungere milioni di persone in tutto il mondo... in pochi secondi!
Ecco cosa desidero condividere adesso, in questa piovosa giornata in nord Italia... Come si fa? Chiedilo a:
sabato 16 agosto 2014
Le foto di una volta

Ad un osservatore attento il titolo di questo post suggerisce molte cose.
Ai meno attenti ci penso io!
Escludendo a priori le foto dei professionisti che sono state sempre eccellenti opere d'arte di grande valore, e riferendoci alle foto che scattiamo noi miseri mortali per il semplice scopo di immortalare ricordi ed esibirli al mondo, possiamo dire che dalla qualità media, si evince un generale rifiuto dei potenti strumenti capaci di catturare i dettagli e le sfumature che arricchiscono di emozioni i nostri ricordi.
Oggi in particolare parleremo dell'effetto "HDR" e ne vedremo gli effetti.
Tornando al titolo, questo sembra recitare la solita frase fatta: "non ci sono più le cose di una volta" nel senso che le "cose" di una volta erano migliori delle "cose" di oggi", invece in questo caso si intende perfettamente il contrario, cioé si vuole dare evidenza del fatto che, nonostante gli strumenti di ripresa di foto e video moderni siano oggi estremamente sofisticati anche nelle fasce di mercato di largo consumo ed anche quando si trovano incorporate nei nostri smartphone, sia le foto che i video risultanti, conservano pari pari i difetti di quando i dilettanti scattavano foto e riprendevano video con i primi vetusti dispositivi storici!
La cosa veramente stupefacente è che la maggior parte delle persone, non mostra un reale interesse a scoprire quali sono quei due click da fare per impostare le giuste funzionalità in base al contesto della scena ed ai risultati che si desidera ottenere. Ma c'è una nicchia di persone che desidera scoprire qualcosa in più perché vuole che nei suoi ricordi ci sia tutta l'emozione vissuta dal vivo e se possibile anche di più!
Essendo ormai conosciuto come un "tecnofilo", mi vengono spesso attribuite, immeritatamente, competenze tecniche a tutto campo e questo ovviamente non può dispiacermi, ma mi carica di nuovi stimoli e mi suggerisce di tentare, nel limite del possibile, di soddisfare le aspettative di mi chiede pareri e consulenze tecniche.
Ecco quindi che mi cimento in un tentativo di spiegare l'effetto HDR presente ormai in quasi tutti dispositivi di scatto, compresi molti smarphone. Per voi ho sperimentato col mio S4 di Samsung e queste due foto sono una con l'effetto e l'altra senza. Quale vi sembra migliore?

In quella di sinistra il cielo è quasi tutto di colore uniforme e contrasta eccessivamente con l'acqua del canale eccessivamente scura. Anche la vegetazione appare molto scura e quasi indistinguibile dall'acqua.
In quella di destra invece si vedono le sfumature che permettono di distinguere nettamente il cielo e le nuvole come realmente li vedrebbe l'osservatore con i suoi occhi. Stessa cosa dicasi per l'acqua e la vegetazione.
In questa di destra anche i fiori hanno finalmente ottenuto la loro meritatissima visibilità.
Per scattare una foto con l'effetto HDR, ecco come si fa con l'S4 della Samsung e tutti i modelli simili:
Avviare la fotocamera, cliccare sulla rotellina dentata delle impostazioni, scorrere fino a cliccare sulla voce "Modalità di scatto" e una volta aperto il nuovo menù, scorrere fno a cliccare la voce "HDR".
La modalità di scatto dovrà essere reimpostata ogni volta che si esce dall'App di gestione della fotocamera.
La modalità HDR, produrrà due foto, di cui una è scattata nel modo tradizionale e l'altra con la modalità HDR. Questa strategia serve per far si che si possa scegliere sempre tra le due foto qual'è la migliore, perché in alcuni casi particolari, l'HDR potrebbe produrre risultati non soddisfacenti.
L'ultima cosa importantissima da sapere è che la modalità HDR, per produrre la foto finale ne scatta tre in rapida sequenza (l'utente non si accorge di nulla), con la sensibilità alla luce prima ottimizzata per le zone più scure, poi per le zone di media illuminazione ed infine per le zone più luminose, cogliendo le sfumature di ogni zona. Un sistema di elaborazione in real time, combinerà questi tre silenziosi scatti per ottenere la foto finale che l'operatore confronterà con quella senza HDR e deciderà, di volta in volta, quale delle due cancellare e quale conservare.
Il fatto che per ottenere la foto HDR si adotti un sistema a scatto multiplo, implica un limite. Infatti perché l'elaborazione produca il miglior risultato è necessario che la fotocamera sia ben posizionata e stabile e non tenuta in mano. Per questo è importante dotarsi di un treppiedi, oggi disponibile anche con aggancio per gli smartphone!
Anche tu puoi stupire la tua rete sociale e familiare, mostrando nuove competenze che valorizzano le tue qualità nella nuova era digitale. Ti basta semplicemente carpire qualche nuovo segreto restando sintonizzato su di noi ;)
sabato 9 agosto 2014
Promo 2
Stiamo per intraprendere un percorso nuovo che ci condurrà in una dimensione più vivibile. Un mondo che esiste già ma che solo pochi vedono, eppure è a portata di click.
Il mondo SMART comincia da te!
Reinventarsi durante la crisi
INTERNET TI OPPRIME E TI STANCA?
Potrebbe dipendere dall'uso o abuso che ne fai, una modalità di utilizzo che non produce nessun beneficio e che ti ruba tempo prezioso fino a sfiancarti e darti la percezione che la rete sia una dimensione sterile e priva di contenuti interessanti. Ma in fondo sappiamo tutti bene che non è così!
Internet non è più un optional e non si può più decidere se esserci o meno, perché non esserci dentro ormai equivale quasi a non esistere. Basta pensare che anche l'eremita Gilbert, che abita dentro una roccia nell'isola di Filicudi, sa bene che senza uno smartphone con la batteria ben carica ed una buona connessione mobile, non avrebbe nessuna speranza di farcela (in fondo all'articolo troverai i link dell'intervista di Teresa Mannino a Gilbert per "Isole incomprese" Rai Radio 2).
Perché la nostra esperienza di fruizione della rete diventi interessante e produca reali benefici, è necessario imporsi di adottare criteri razionali e una condotta disciplinata. Il mondo della rete diventa affascinante solo nel momento in cui ci decidiamo ad immergere la testa al di sotto della superficie, proprio come fa un sub che vuole esplorare le meravigliose architetture sottomarine e tutti i colori che i bagnanti da spiaggia non potranno mai vedere. Il sub è un bagnante avanzato se vogliamo, un "tipo da spiaggia 2.0"!
Certo, non tutti hanno idonee abilità per fare il sub, ma anche indossare una maschera è già un modo diverso di vivere il mare, pur rimanendo nell'acqua bassa, dove si tocca (non fraintendete!).
Così vale anche per internet dove i bagnanti standard sono coloro che trascorrono il loro tempo postando qua e la e cliccando sui "mi piace" di sconosciuti che propongono contenuti che emozionano nel bene e nel male ma che alla fine non ti danno la pagnotta.
Poi ci sono quelli che pur di mettersi in bella mostra col motoscafo, invece di esplorare il largo se ne stanno sempre vicino ai bagnanti rischiando di fare seriamente male a qualcuno. Anche questi, che l'hanno comprato a fare il motoscafo se poi se ne stanno sempre in zona balneare? Forse con un materassino gonfiabile avrebbero potuto fare la stessa cosa e con i soldi risparmiati donare qualche soldino a favore di qualche buona organizzazione che tutela i beni comuni o che fa ricerche in campo medicale. Comunque ognuno sa quali sono le terapie migliori per combattere le proprie frustrazioni.
L'esempio di questi strani scafisti mi fa pensare a come vengono spesso male amministrati i gruppi Facebook, strumenti potenti di divulgazione con un click, usati solo per promuovere se stessi, i propri interessi e i propri ideali senza badare troppo agli interessi e agli ideali di altri che spesso hanno una stretta correlazione con i propri.
In pratica, uno strumento di condivisione trasformato in un recinto per poche inconsapevoli vittime con uno o più capi supremi che sono gli amministratori, spesso pieni di se e dalle indiscusse ostentate competenze sia nell'uso degli strumenti di amministrazione sia nella "selezione" dei contenuti da postare!
Qualche mese fa, mi capitò di leggere in una sentenza civile, una frase che mi colpì e che andai ad approfondire. Oggi è proprio il caso di pronunciarla:
ETEROGENESI DEI FINI
Caro lettore, che tu sia giovane, vecchio, maschio, femmina, esperto di amministrazione di gruppi o semplice curioso della rete, fatti convincere ad indossare una maschera ed immergere anche solo metà del proprio viso nel mare, del mio progetto di "inclusione digitale" forse oggi meglio definibile "immersione digitale", per scoprire un mondo nuovo affascinante da esplorare, che potrebbe fare emergere nuove qualità e nuovi talenti e offrirti anche nuove possibilità di reinventarti e spenderti nel mondo del lavoro.
Iconografia: Meccanico
venerdì 8 agosto 2014
AUTOVALUTAZIONE
Hai delle potenzialità inespresse? Conosci tutte le tue potenzialità? Cosa fai per scoprirne di nuove, valorizzarle e spenderti meglio nel mondo del lavoro?
Se ti trovi in questo video blog, sei già sulla buona strada per scoprire quanta potenza inespressa c'è dentro di te, quanto puoi migliorare le tue possibilità relazionali e comunicative, quante altre competenze tecniche potresti acquisire e quanto potresti migliorare la qualità della tua vita.
Sappiamo bene quanto sia difficile valutare oggettivamente qualcuno o qualcosa, figuriamoci quanto potremmo essere oggettivi quando si tratta di autovalutarci. Quante volte ho conosciuto veri talenti che non si rendono conto di esserlo o delle perfette schiappe che si credono di essere i migliori! Eppure una cosa che non farebbe male a nessuno di noi, sarebbe il "misurarsi" come si fa ogni tanto con la bilancia o con l'altezza, ma stavolta farlo con le nostre qualità e competenze. Sono sicuro che molti di noi hanno delle potenzialità sconosciute quindi non curate, non valorizzate e di conseguenza inespresse.
Un vero peccato visto il particolare momento storico in cui si è capito che bisogna affidare il valore umano ed ambientale a chi mostra particolari attitudini, specialmente comunicative oltre che di proattività. La capacità comunicativa è la qualità più preziosa in assoluto, è ciò che ha permesso l'evoluzione. Oggi una buona comunicazione implica anche la necessità di una buona diffusione e per questo abbiamo a disposizione strumenti infotecnologici capaci di far veicolare le nostre idee per tutto il pianeta senza soluzione di continuità. Questo richiede però, oltre alla capacità comunicativa, anche un minimo di competenza tecnica e il perfezionamento di alcuni paradigmi comportamentali.
Lo staff del progetto "Inclusione Digitale", a tal proposito, sta mettendo a punto una serie di test di autovalutazione per consentire a chiunque di prendere consapevolezza delle proprie qualità inespresse e disegnare il proprio percorso di conoscenza per valorizzarle ed impiegarle per migliorare la qualità della propria vita. Resta in contatto anche tu con noi tramite la mailing list, per ricevere in automatico le novità sullo stato di avanzamento lavori.
Iconografia: Mail button
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